All'IRCCS Ospedale San Camillo di Venezia il primo giardino terapeutico in Italia pensato per studiare le facoltà terapeutiche delle piante sui sintomi e sullo stato psichico dei pazienti.
http://www.ungiardinoperrivivere.org/
Crown Princess Margareta, Lady Emma Hamilton, Sweet Juliet, Golden Celebration... sono solo alcune delle varietà di rose pregiate che prossimamente saranno messe a dimora nel parco dell'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico "San Camillo" del Lido di Venezia. Nei prossimi giorni infatti inizieranno i lavori per realizzare il primo giardino terapeutico in Italia finalizzato a studiare le influenze benefiche delle piante sullo stato psicologico e sul recupero dei pazienti dell'ospedale, specializzato in neuroriabilitazione.
Il progetto è una donazione di Paolo Sgaravatti, architetto paesaggista specializzato nella riqualificazione del paesaggio, nel restauro di giardini storici, nella progettazione di giardini privati, parchi e giardini urbani: “Coltivare una piantina in una fioriera, vederla crescere, fiorire e dare frutto è un evento importantissimo perché coniuga tre elementi: il tempo, lo spazio, l’autostima. Ci permette di vedere il risultato delle nostre azioni, riferite a tempi che non sono nostri (abituati al tutto e subito), come non lo sono quelli di un paziente ricoverato in un reparto di neuroriabilitazione”. Per ottenere questo, le piante ci forniscono elementi come il colore, il profumo, la delicatezza al tatto, che consentono di riattivare le vie del piacere e quindi del benessere. “Basti pensare alla lavanda che ci fa ricordare il profumo di bucato della nonna, o al rosmarino che ci richiama gli aromi della cucina – continua Sgaravatti – cose che per un paziente ricoverato da mesi in ospedale non sono affatto scontate. Poter lavorare con le piante permetterà di richiamare i ricordi, la memoria, la realtà della vita e ottenere così dei risultati concreti”.
“Esistono degli studi scientifici che dimostrano l’effetto benefico dell’ambiente e della natura sulla durata della degenza e sui tempi di recupero dei pazienti”, spiega la dott.ssa Francesca Meneghello, responsabile del servizio di riabilitazione neuropsicologica dell’IRCCS San Camillo. “Si tratta di unire gli aspetti psicologici con quelli neurocognitivi e creare una sinergia finalizzata al recupero funzionale”. I pazienti, assistiti dai fisioterapisti, dalle logopediste e dagli psicologi potranno infatti unire l’esercizio motorio con la funzione e recuperare le abilità perdute, ad esempio, dopo un ictus. “Sarà un percorso di tipo scientifico, un vero laboratorio di ricerca in mezzo alla natura, che permetterà di individuare delle linee guida che saranno poi messe a disposizione per essere sfruttate nella pratica clinica”.
Il giardino sarà caratterizzato da alcuni elementi innovativi e di design, come una serra di 80 metri quadri, piante da frutto allevate a spalliera e fioriere rialzate studiate appositamente per consentire anche a chi è in carrozzina di potervi accedere frontalmente e lavorare la terra anche con una sola mano. Lo studio dei materiali è stato lungo ed accurato, per ottenere le altezze giuste con soluzioni innovative che coniugano il design con l’armonia della natura. La selezione delle piante è a cura di Benedetta Piccolomini, garden designer con grande esperienza di rose antiche e non solo. Ci saranno piante da orto, da frutto, da fiore e da profumo, scelte accuratamente anche in base ai periodi di fioritura, che grazie ai loro colori e fragranze avranno un effetto benefico sui pazienti.
“L’IRCCS San Camillo avrà presto un gioiello all’interno del suo parco”, spiega il dott. Francesco Pietrobon, Direttore Generale dell’IRCCS Ospedale San Camillo e Presidente della Fondazione San Camillo Onlus. “Lo trovo un ottimo esempio di interazione tra la struttura, i suoi dipendenti, i suoi ospiti ed alcuni amici che vi gravitano intorno. Il giardino terapeutico sarà una risorsa non solo per i numerosi pazienti provenienti da tutta l’Italia ricoverati al San Camillo, ma anche per gli abitanti del Lido e per tutta la città di Venezia”. Prosegue il dott. Pietrobon: “Siamo profondamente grati a Paolo Sgaravatti e a Benedetta Piccolomini per questa appassionata donazione. Ringrazio quei dipendenti che hanno creduto fin dall’inizio a questa iniziativa così particolare, e che ci stanno fornendo un prezioso aiuto”.
In tutto il giardino sarà ampio 800 metri quadri, 80 dei quali dedicati alla serra. I costi per la realizzazione dell’opera sono di 85.000 Euro, il 90% dei quali è già stato raccolto. La maggior parte delle donazioni viene da singoli cittadini, ma ci sono stati anche due importanti contributi da parte della Confraternita del Calieron e da Only The Brave Foundation. La raccolta fondi è gestita dalla Fondazione San Camillo Onlus, attiva presso l’IRCCS Ospedale San Camillo. È anche stato creato un sito Internet che illustra il progetto e fornisce tutte le indicazioni a quanti volessero dare il proprio contributo: http://www.ungiardinoperrivivere.org/.
Progetto Un Giardino per Rivivere